In quella stessa annata, tra l’altro, ha militato un giovane di Monte San Biagio, l’attaccante Andrea Carnevale, che all’inizio della stagione seguente finì all’Avellino, in Serie A. La società, nel frattempo, aveva di nuovo cambiato denominazione in Unione Calcio Latina. Tutto il Cosenza Calcio volto per volto dal 1929-30, prima stagione ufficiale, ad oggi. VERONA (prima maglia) – ufficiale – Un omaggio al passato: nella stagione 1984/85, esattamente 40 anni fa, i gialloblù allenati da Bagnoli vinsero il primo e unico scudetto della loro storia. La prima divisa era composta da una maglietta blu con rifiniture rosse, pantaloncini bianchi con inserti rossi e calzettoni blu a strisce orizzontali rosse. La prima divisa era composta da una maglietta blu, pantaloncini e calzettoni bianchi. Costruita nella prima metà del XVI secolo, vide, per la sua realizzazione, l’alternarsi di artisti quali Agostino Martinelli e Giulio Cesare Penna. Di particolare interesse sono gli affreschi impressi sulle vele della volta, risalenti al XVII secolo, che raffigurano Angeli danzanti e musicanti e la Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso Terrestre. Di rilevante importanza artistica sono i due altari delle testate del transetto ed il Maggiore, tutti scolpiti in pietra leccese da Emanuele Orfano e dipinti mano.
Nei primi del 900 l’altare «corDeo» in pietra leccese venne ricoperto e sostituito da uno in marmo in stile neoclassico; la pavimentazione venne sostituita nel 1961. Per mantenere la magnificenza della chiesa, la stessa venne restaurata in varie epoche. Disputa i Play-off nei quali viene eliminato già nel primo turno, superato (1-0) a Monopoli. La chiesa matrice, dedicata a San Giovanni Battista, è stata eretta nei primi anni del Seicento, forse da Angelo Spalletto, anche se non si hanno notizie certe in merito. Alla sua morte nel 1273 il feudo viene prima incamerato dalla Chiesa ed poi, in un secondo momento assegnato ad un figlio del de Toucy e poi ancora ai suoi eredi. ROMA (prima maglia) – ufficiale – La nuova maglia è ispirata al periodo di Campo Testaccio, il primo stadio di proprietà del club, sito nell’omonimo quartiere romano di Testaccio. La prima rappresentazione a colori osservabile dello stemma risale ai primi dell’800, dipinta in un affresco nella chiesetta di Sant’Isidoro. Alto circa 48 metri è il più alto campanile della provincia dopo quello del Duomo di Lecce, e la sua realizzazione risale, molto probabilmente, tra il 1686 e il 1690. È in pietra leccese a cinque piani, di cui i primi quattro a sezione quadrata composti architettonicamente negli ordini dorico, ionico, corinzio e tuscanico e l’ultimo ottagonale con il cupolino maiolicato con una croce sommitale.
L’interno, a croce latina, presenta tre navate con copertura alla leccese ed impostate su solidi pilastri. La chiesa, in stile barocco, ha una facciata semplice e lineare, quindi lontana dalle forme esuberanti, tipiche del barocco leccese. La silhouette regular-fit presenta ampie maniche corte e un colletto henley a tre bottoni per uno stile nostalgico, mentre le leggendarie strisce bianche e nere sono firmate dal classico marchio adidas, dallo stemma del club e dallo sponsor Newcastle Brown Ale sul davanti. Il loro brand si basa sulla formazione dei giovani talenti e sullo stile di gioco offensivo. I cittadini di Maglie, che non era difesa da cinta muraria alcuna, si rifugiarono nel castello, ma patirono comunque il saccheggio e l’oltraggio dei nemici. Nel 1931, al termine della partita , i francesi offrirono agli inglesi il cambio della maglia. Costruita per sostituire la parrocchia di Sant’Antonio, ormai troppo piccola, la chiesa del Sacro Cuore di Gesù, sorta intorno agli anni cinquanta del novecento, è a una sola navata.
Non si ha notizia certa di una infeudazione della città ma intorno al 1250 è certo che faccia parte dei possedimenti feudali di Tommaso di Noha che cede Maglie, Giurdignano, Palmariggi, Juvanello, Moricio e Serrano, in dote alla figlia Riccarda che va in sposa a Glicerio de Persona (De Matino), uno dei più grandi feudatari di Terra d’Otranto dell’epoca, «Terra dotalis Glicerii de Matino videlicit in Jurdiniano». Inviaci il logo della squadra, seleziona gli sponsor da stampare, definisci i numeri dei giocatori e specifica le taglie. Una divisa che presenta aspetti innovativi rispetto alla tradizione biancoceleste, partendo dalla scritta Lazio tono su tono che percorre la maglia quasi per intero (eccettuata la fascia che comprende logo Mizuno e stemma). La facciata è caratterizzata da tre portali, uno centrale e due laterali, e da un campanile a fascia che ospita un gran numero di campane predisposte per suonare anche canti liturgici. Sul portale, racchiuso tra due colonne tortili, è collocata la statua della Vergine col Bambino.
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